Postilla a “Diario di viaggio: Praga”

PRIMO GIORNO, Domenica.

Atterriamo a Praga nel tardo pomeriggio e con un’ora di ritardo, ma dopo una “traversata dei cieli” piuttosto indolore.
Per raggiungere il nostro albergo, che scopriremo poi essere in pieno centro (certo, l’abbiamo scelto apposta da quelle parti, ma non pensavamo assolutamente che fosse in centro così “pieno”), prendiamo l’autobus* fino al suo capolinea e subito dopo una delle tre linee metropolitane della città per poche fermate. […]

[il resto dell’articolo segue nel post “Diario di viaggio: Praga“]

*Lungo tutto il viaggio di ritorno sono rimasta seduta accanto ad un ragazzo veramente mooolto carino, che gentilmente mi ha offerto il posto a lui vicino.
Dopo poco, ho capito che era del luogo e che il bus su cui, come me, era salito, l’avrebbe riportato a casa.
Speravo che fosse inglese o tedesco (dalla carnagione così chiara avevo immediatamente escluso la possibilità che fosse spagnolo), lingue in cui riesco a spiccicare qualche parola (vabbè, modestia a parte, credo che riesca a fare qualcosa di più che semplicemente “spiccicare”).
Però era ceco, dunque nulla da fare.  Tanto non avrebbe comunque ceduto alle mie avances (avances???Veronica, non credi di stare esagerando?!), poiché, qualche minuto più tardi, ho scoperto che aveva una compagna (do’h!).
La ragazza, seduta qualche posto più in là – non ho ancora afferrato il perché -, era anche lei piuttosto graziosa: alta, capelli castani e mossi, frangetta curata e non troppo folta e dei delicati occhi verdi.
E fin qui niente da dire.
L’unico difetto che aveva – e che per me è qualcosa di imperdonabile – era che… portava i calzini sotto i sandali. Eh? I calzini con i sandali? Per di più a righe grigi e neri! E di un tessuto, a quanto sembrava, piuttosto pesante!
Okay, mio nonno li indossa regolarmente, ma una ragazza dall’aspetto così piacevole, non può vestirsi in quel modo!
Non so voi, ma a me dà tremendamente fastidio vedere una tale mancanza di… gusto!
Vabbè, l’amore ovviamente non si ferma a questo, va oltre le apparenze, l’aspetto esteriore, l’amore è… cieco! (Eheheh in questo caso ci calza a pennello! xD)

Scusate se mi sono soffermata troppo su questo episodio insignificante ai fini del viaggio (inizialmente, avrebbe dovuto far parte del Diario  Di Viaggio pubblicato tempo fa; ho però deciso di tagliarlo perché avrebbe inutilmente allungato il brodo, già abbastanza esteso, senza poi avere un vero e proprio legame con quello che era nato come un resoconto oggettivo del viaggio),  ma, dato che è già la seconda – se non la terza –  volta che osservo una ragazza vestirsi in tal modo, vorrei augurarmi che questo look non sia diventato di moda e che sia io quella che è rimasta indietro.
Che poi, alla fine, non mi interesserebbe affatto essere fuori moda ed i calzini dentro i sandali continuerebbero sempre a provocarmi degli incubi…

0 risposte a “Postilla a “Diario di viaggio: Praga””

  1. Diciamo che non c’è nulla di cui stupirci: credo che l’eleganza delle Italiane (anche solo come concetto, nel senso che noi, pure con uno straccetto, facciamo sempre una bella figura … da notare che dicendo “noi” mi sono messa fra le ragazze! 😉 ) sia unica nel mondo, forse eccetto le francesi che però sono alquanto snob. Le tedesche o le ragazze dell’est Europa le riconosci a due chilometri di distanza. Per non parlare delle inglesi che, oltre che sciatte, sono pure sporche. Be’, ci sono sempre le eccezioni … non si sa mai che qualche inglese passi di qua. 🙂

    1. Eh già, la nostra eleganza dipende forse dal fatto che l’Italia è la patria dei più grandi stilisti dell’alta moda. I francesi cercano di imitarci, ma non ci riescono (come in molte altre cose, dopotutto…).
      Riguardo al discorso “sporcizia” credo anch’io che le Italiane siano ancora una volta le vincitrici: i francesi ed il resto degli europei sono lontani anni luce dalle nostre condizioni di igiene personale e pulizia…

  2. Anche se andasse di moda io non mi vestirei mai così. Che orrore!

    P.s Adesso che riguardo la foto con attenzione, credo proprio che non avrei avuto nessuna chance. Non ti riconoscerebbe per niente.

    P.p.s Ho messo le foto nel computer. 🙂

    1. Insomma ho capito che entrambe non andiamo molto dietro alle mode… 😉
      Ahahah hai notato la foto! Sì, in effetti non è molto chiara e chi non lo sa potrebbe pensare che si tratti di una immagine presa da Google, visto che è anche modificata…

      Le foto ora le metto subito su Windows Live: creo un album, così magari le prendi da lì, okay? 🙂

  3. Credo che il buon gusto in fatto di vestiti, tipico di noi italiani, abbia origini più profonde rispetto al recente dominio dell’alta moda. Improvviso una mia teoria personale, però voglio vedere cosa ne pensi. Guarda alle opere di Botticelli, o di Michelangelo. Indipendentemente dalle opere singole, o dal periodo storico/corrente artistica in cui possono essere inquadrati, creano sempre spettacoli visivi di forme e proporzioni. Insomma, “il bello” o “il gusto” che dir si voglia, è nel gene degli italiani. E’ una cosa innata, e non ci rendiamo conto di metterla in pratica tutti i giorni in tante piccole cose.

    1. Beh, è saggia come teoria! E la condivido pienamente, visto che gli artisti da te menzionati, in particolar modo Michelangelo, mi hanno affascinata molto quando li ho studiati.
      E’ ovvio che l’arte non è solo italiana, ma, ora che mi ci fai pensare, sono stati proprio gli Italiani i maestri di tutto il Rinascimento europeo e ancora l’Italia che, nel Cinquecento, ha visto diffondersi sempre più il gusto del neoclassicismo, dunque il culto del bello, della perfezione. Certo, i primi in assoluto sono stati i Greci, ma noi Romani (noi sì, perchè c’ero pure io, no? eheheh!) li abbiamo seguiti a ruota e siamo ancora il punto di riferimento per molti artisti contemporanei.
      Ecco, proprio per quanto ho appena detto, si sono mai visti gli antichi Romani portare i calzini dentro i sandali? 😉

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