Quei gesti che sanno di vita.

Non ho pianto, è vero.

E pensare che di natura sono una ragazza alquanto sensibile. Ma questo non vuol dire che non mia sia commossa. Anzi, probabilmente la commozione è stata talmente profonda che le lacrime hanno preferito sgorgare dal cuore anzichè dagli occhi. E nel mio petto è esploso un tripudio di emozioni.
Quelle mani che, in gesto di saluto, si muovevano e si agitavano per gridarmi “ciao”. Quegli occhi ricolmi di speranza ed attesa che mi chiedevano se sarei tornata e,  di risposta, quelle mie parole incerte che cambiavano discorso. Poi gli abbracci, i baci, i sorrisi che mi avete regalato senza domandare nulla in cambio. E ancora le strette di mano, le pacche sulle spalle, le chiacchere che avete condiviso con me. La semplicità, la disponibilità, il calore che mi avete fatto sentire come se mi conosceste da una vita.
Ebbene, sarà scontato dirlo, ma tutto questo mi ha resto estremamente serena. E – cosa ancora più importante – tutto ciò mi ha fatto capire quanto appagamento riesca a dare il contatto con le persone, quante soddisfazioni possa produrre una full-immersion tra la gente.

E pensare che non sono stata altro che me stessa.

 

Cerca sempre di essere te stesso, così un giorno potrai dire di essere stato l’unico

(Jim Morrison)

Scrutatrice di nome e di fatto.
Appassionata di viaggi, fotografia, cibo e scrittura.
Amante del cinema, della musica e della lettura.
About me: Il mio Universo

8 risposte a “Quei gesti che sanno di vita.”

  1. Grande Very…… grandissima! e pensare che nessuno di noi avrebbe neanche lontanamente immaginato che un giorno saresti stata in grado di “amministrare” quelli che un tempo definivi “brutti e pestiferi anatroccoli”. 🙂 Ma è giusto così, si impara, si va avanti e si fanno nuove esperienze. Sono veramente orgoglioso di te…. ho quasi la lacrimuccia! Ti voglio bene
    Ah, dimenticavo: BEN TORNATA A CASA!!!!!

    1. Non lo avrei immaginato nemmeno io! E invece mi son dovuta ricredere.
      Ad ogni modo sono contenta di essere rientrata a casa: in fondo l’atmosfera familiare mi mancava! E quale miglior “brutto e pestifero anatroccolo” potrei amministrare se non il mio fratellino/one?
      Ti voglio bene anche io.

      Very

  2. Mi devo essere persa qualcosa perché non ci ho capito molto! 😀 Comunque.. sono contenta per te! 🙂

    1. Ahahahah tranquilla, non ti sei presa niente. Ho solo avuto modo di vivere una bella esperienza questi giorni in cui sono stata a contatto con adulti e bambini. Il fatto che per tutta quella gente fossi diventata “qualcuno” mi ha riempito di soddisfazioni! 🙂

Dimmi la tua!