Tram tram.

Il tram. Che strana parola. Non suona nemmeno italiana con questa finale in consonante. D’altronde anche autobus non termina in vocale, ma sembra più familiare.

Il tram. Era un vita che non lo prendevo. E non ricordo nemmeno l’ultima volta che vi sono salita, sempre che ci sia mai stata una volta.

Il tram. Un’esperienza. In certe zone di Roma non che può essere l’unico mezzo di trasporto possibile, così integrato con tutto il tessuto urbano, le piazzole strette in mezzo ai viali, i binari con gli attraversamenti pedonali.

Il tram. Quello sottile e lungo, rialzato di almeno tre grossi gradini dalla strada. Quello verde con la scritta arancione, che sa di vettura d’altri tempi, anche se di vagoni vetusti e treni datati a Roma se ne incontrano ancora.

Il tram. Un fascino autunnale, l’immagine dei binari dipinti di giallo ed arancione lungo viali alberati che piangono foglie. I passeggeri con cappello e cappotti, le zone di Roma più residenziali, l’ora tarda del giorno che precede il rientro in casa.

Il tram. Una musica jazz che accompagna il viaggio, sottofondo di un film che altro non è che una città in cartolina, incorniciata dai finestroni del vagone. Il Bioparco, Valle Giulia, le Belle Arti e Viale Liegi: scene indimenticabili di un nastro che scorre a tratti, che si arresta ai semafori e rallenta in salita. Fermo immagine all’apertura delle porte, avanti veloce tra una fermata e l’altra, riavvolge tutto al capolinea.

Il tram. Un cinema urbano in movimento, con tutta la sua colonna sonora.

Scrutatrice di nome e di fatto.
Appassionata di viaggi, fotografia, cibo e scrittura.
Amante del cinema, della musica e della lettura.
About me: Il mio Universo

0 risposte a “Tram tram.”

  1. Allora il 19 ha preso il posto del 30 che partiva da san Giovanni di Dio e, dopo un paio d’ore, finiva mi pare a piazza risorgimento. Sono passati trent’anni e qualcosa potrebbe essere cambiato 😉

      1. E ti credo!
        Nel mio precedente commento mi riferivo a qualche linea ormai inesistente che passata porta maggiore arrivava a centocelle che, con tutto il rispetto e la simpatia, non si può paragonare al Flaminio o parioli.

  2. Che strano! Il tram è nei miei ricordi di bambina ma solo visivamente. Non l’ho vissuto, forse perché non ne passavano nel mio quartiere; non ne ricordo in corso Trieste; o forse perché non lo usavamo. Camminavamo poco e quando accadeva, andavamo a piedi. Che meravigliose passeggiate! Ricordo solo quello di piazza Mazzini, nei cui pressi ho vissuto da più piccolina. Rammento molto bene, invece, i taxi. Erano tutto un mondo a parte. Roma è nel profondo del mio cuore. Ciao, sono Alba.

    1. Ciao Alba, grazie del tuo commento!
      Il tram cui mi riferisco nel post è il 19 che non credo arrivi fino a corso Trieste! Ad ogni modo ce ne sono pochi ora a Roma, sono più numerosi i bus. Concordo che camminare sia meraviglioso! E vedere Roma nei film degli anni ’50 o ’60 è sempre un tuffo al cuore 🙂

      1. Tocchi un tasto dolente. Ricordo le passeggiate serali in via Veneto tra volti noti che mi sorprendevano; le latterie dove compravo i pescetti; i fornai e la pizza al sale;:i maritozzi e le vetrine pasquali piene di animaletti di zucchero; piazza di Siena e le sue gare; i goccioloni autunnali che accompagnavano l’inizio dell’anno scolastico, il primo ottobre. Quanti ricordi e quanto dolore nel lasciare la mia città! La più bella del mondo. Il mio cuore è là. Favolosi anni ” 50.

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