Diario di Viaggio: Isola di Rodi

Partiamo col dire che Rodi è l’isola più grande del Dodecaneso e che sette giorni sono necessari per visitare e godere di tutto ciò che offre. I centri principali sono Rodi Town, Lindos e Falikari; le spiagge più suggestive si trovano lungo la costa orientale e noi le abbiamo battute noleggiando uno scooter Scarabeo 200 presso Rhodes Scooter Center. Abbiamo preferito prenotare il nostro mezzo di spostamento online sul sito dell’agenzia, per evitare scarsa disponibilità all’arrivo. Oltre allo sconto internet, è possibile farsi recapitare il mezzo, con un piccolo supplemento, presso l’hotel o l’appartamento in cui si alloggia (noi abbiamo pagato €197 per 7 giorni). 

Per quanto riguarda la sistemazione, abbiamo scelto tramite Airbnb un appartamento a Koskinou, un caratteristico paesino greco situato in collina. È fortemente consigliato per chi vuole immergersi a pieno nell’atmosfera dell’isola di Rodi e respirare i profumi della terra greca, viste le vie con tinte bianche, verdi e blu che si animano la sera con diverse taverne tipiche. I portoncini, gli infissi e le pareti degli edifici sono ricchi di dettagli deliziosi e pittoreschi. Una piccola nota dolente è il collegamento con l’aeroporto, particolarmente difficile da raggiungere con i mezzi pubblici (due cambi e fermata a 2 km dal paese). Per questo motivo abbiamo utilizzato un taxi pagando €30 a tratta, un prezzo fisso e non legato agli effettivi chilometri di distanza. 

Di seguito vi darò delle indicazioni sul nostro itinerario e consigli di viaggio per vivere al meglio tutto il fascino dell’isola di Rodi e delle sue cittadine. 
Ma prima alcune premesse comuni a tutte le spiagge: 

  • indispensabili le scarpette da scoglio (a meno che, come me, avete dei piedi d’amianto insensibili a sassolini e non curanti della vegetazione marina che popola scogli e fondali) 
  • per usufruire dell’ombrellone e dei lettini, il meccanismo è molto semplice: basta scegliere il proprio posticino e accomodarsi; successivamente passerà l’addetto del lido a riscuotere la somma dovuta (generalmente €10 per 1 ombrellone e due lettini, indistintamente tra mattina e sera). 
  • In tutte le spiagge vi sono docce gratuite e servizi igienici (€0,50 in alcuni lidi)
  • i parcheggi sono gratuiti e l’acqua costa molto poco ovunque (€0,50 in media per una bottiglietta da mezzo litro). Non compratela sull’acropoli di Lindos perché il prezzo lievita! 

Primo Giorno

Dopo un piccolo rifornimento di viveri al mini market presente nel paesino di Koskinou, ci dirigiamo verso Traganou Beach
Traganou Beach è un’ampia lingua di spiaggia per lo più ciottolosa, con ottima facilità di parcheggio e possibilità di noleggio ombrelloni/lettini (1 ombrellone e 2 lettini €10) È anche presente una zona estesa di spiaggia libera. Traganou è inoltre attrezzata per consumare pasti veloci presso lo stabilimento. 

Secondo giorno

A 11 km dal nostro appartamento si trova una delle spiagge più famose di Rodi: Antony Quinn Bay.
È una piccola caletta scogliosa costituita da una spiaggia di sassi mista a sabbia. È fortemente consigliato arrivare entro le 9.30 per riuscire ad accaparrarsi due lettini e un ombrellone (prezzo €10). Giunti al parcheggio è necessario percorrere una piccola scalinata per raggiungere la baia. Sull’altura che sovrasta Antony Quinn è presente un punto ristoro con prezzi abbordabili (€16 per ceasar salad, greek salad, acqua e birra), buona cucina e magnifica vista sull’insenatura.

Terzo giorno

Sveglia alle 8 direzione Lindos, il secondo comune più turistico dell’isola. Il programma della giornata prevede relax al mare e visita all’acropoli. La baia di Lindos, Agios Pavlos, meglio nota come St. Paul Bay, si trova in un’insenatura molto suggestiva che ha come fiore all’occhiello il panorama dell’acropoli, le cui rovine sono così imponenti da  dominare il paesaggio. 
St. Paul è una spiaggia terrazzata e unicamente attrezzata, dove è possibile scegliere se accomodarsi in prima fila (€15 due lettini e un ombrellone) oppure nelle file retrostanti (€10). Il lido è molto curato, gli ombrelloni sono in paglia e i lettini in legno con materassini bianchi. La zona di ristoro è composta da un beach bar and restaurant, molto esclusivo e con prezzi leggermente sopra la media (un espresso €2,50). Accanto alla baia la chiesetta di St. Paul offre riparo dal sole e una piacevole vista su tutta la spiaggia. 

L’acropoli di Lindos si trova ad un’altitudine di 160 metri e può essere visitata fino alle 19.40 con un biglietto dal costo di €12. La salita verso l’acropoli si snoda in parte tra le vie di Lindos (la classica cittadina dalle casette bianche color Grecia) e, nella parte finale, su un sentiero che si inerpica per la collina. Sono raccomandate scarpe comode perché in alcuni tratti la strada diventa scivolosa. Per chi volesse evitare la scarpinata a piedi, il personale locale offre, a valle dell’acropoli, un passaggio sul dorso dei muli (€8 a salire e €7 a scendere). 

 Nel suo spazio si trovano le rovine del tempio dorico di Atena Lindia (del IV secolo a.C.) oltre ai resti di tutti gli altri edifici di culto dell’acropoli (colonnati, scalinate, cisterne, statue) e quello che rimane della chiesa bizantina dedicata a San Giovanni, a testimoniare la continuità di utilizzo dell’acropoli anche dopo il periodo greco della sua realizzazione.
La sensazione durante la visita è quella di essere sul tetto del mondo, visto il cielo che sembra toccare da vicino ogni punto di questo meraviglioso luogo. La vista è mozzafiato e il vento rinfresca le zone completamente esposte al sole considerata l’assenza di qualcosa “più in alto” che faccia ombra. Si è davvero in cima ad ogni cosa.

Quarto giorno

Kallithea Beach è la nostra prossima tappa.
A 5 minuti da Koskinou si trova questa magnifica insenatura, circondata dall’omonimo complesso termale risalente agli anni ‘20. L’ingresso viene €3 a testa e consente l’accesso alla struttura delle terme (ormai in disuso) e alla spiaggia attrezzata. Il mare, cui si può accedere tramite diverse scalette tra le rocce, è un acquario cristallino a cielo aperto. Il lido si sviluppa lungo una scogliera, allestita con diverse file di lettini e ombrelloni (qui si paga semplicemente la consumazione obbligatoria di €5 a lettino). Come a
St. Paul Bay è possibile usufruire del beach service: gli addetti passano regolarmente per prendere ordini di cucina espressa, senza sovrapprezzi. Un panino con patatine e birra circa €10.

Quinto giorno

Una pausa dal mare si rende necessaria e decidiamo di dedicare la mattina ad esplorare Rodi Town, città che ha conservato tutto il suo fascino medioevale.
Iniziamo con una passeggiata al porto, ammirando le mura, i mulini sul mare e le colonne dove un tempo si ergeva il famoso colosso di Rodi, statua dedicata al dio Helios ed alta circa 32 metri. Per la sua imponenza era considerata una delle sette meraviglie del mondo antico.
Ci addentriamo nella città vecchia, camminando lungo la via dei Cavalieri e raggiungendo il Palazzo dei Gran Maestri e Cavalieri di Rodi (ingresso €6, aperto dalle 8.00 alle 15.00). Tutti gli edifici sono ben conservati e le vie, seppur piene di locali, ristoranti e negozi di souvenir, sono piacevoli da percorrere. Per una vista di Rodi dall’alto c’è la possibilità di salire sulla Torre Medioevale, per il prezzo di €5 a testa con drink incluso presso il bar in cima alla torre. 

La nostra passeggiata dura circa 3 ore e dopo aver lasciato Rodi ci indirizziamo verso Kalami Beach
La spiaggia di Kalami è sabbiosa con sassolini a riva. Il noleggio ombrellone e due lettini costa €10, ma per chi desidera un trattamento più esclusivo con maggiori comfort (ombrelloni in paglia e lettini extra large in legno con materassini) c’è il Kalami Beach (€20 per ombrellone, due lettini e una bevanda inclusa). 

Sesto giorno

É domenica e per questo optiamo per una spiaggia molto vasta, con ampia disponibilità di posti e un discreto affollamento.
Tsampika Beach è una lunghissima spiaggia  totalmente sabbiosa e questo la rende in tutto e per tutto la baia dei divertimenti. Dai racchettoni sul bagnasciuga alle naturali dune sabbiose sulle quali inerpicarsi a piedi nudi (occhio che sono roventi già dal mattino!), dagli sport acquatici più disparati agli scivoli gonfiabili in mezzo al mare (ingresso €10 per 60 minuti). Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Ombrellone e due lettini €10; presenti vari bar e taverne per un ristoro direttamente in loco. 

Settimo giorno

La stessa strada che termina con la baia di Anthony Quinn conduce, fermandosi poco prima, a Ladiko Bay, un’altra insenatura semi rocciosa con acque calme e cristalline. Non c’è spiaggia libera e gli ombrelloni disponibili si esauriscono in fretta: suggerisco anche qui di arrivare di buona lena. Un ombrellone e due lettini costano €10, indipendentemente dalla fila scelta. Il bar/ristorante serve pasti a tutte le ore. 

E così di mattina al mare e la sera a…. mangiare! La Grecia e le sue isole sono sempre state rinomate per la buona cucina e per i sapori tipici del territorio
Nel nostro viaggio abbiamo provato diversi posticini fra taverne, ristoranti e beach bar. Vi parlerò più diffusamente e dettagliatamente di ognuno di loro nel prossimo post.
Stay tuned!

Dievole e Siena – Valle del Chianti

La seconda volta nell’arco di pochi mesi ed eccoci qua. Toscana siamo tornati.

Sì, ci siamo di nuovo.
Siamo tornati più affamati e appassionati di prima, per riempirci gli occhi di quei paesaggi cinematografici, di quei vigneti che si espandono a perdita d’occhio e coprono con il loro morbido sali e scendi le tue dolci colline.

Potevamo girare il Chianti visitando paesini, girovagando per borghi. Potevamo fare tappa in ogni azienda vinicola della zona oppure potevamo sceglierne una.

Dievole è stata la nostra fantastica culla per il weekend e mai scelta fu più estasiante. Non ci sono parole per descrivere la bellezza di quel luogo e tanto per cominciare si fa fatica anche a definirlo.

Dal sito di Dievole.it

Agriturismo di lusso, azienda vinicola con impianto ricettivo, wine resort, struttura a 5 stelle nel Chianti. Cosa cambia in fondo… quello che ci ha lasciato non ha una definizione, le emozioni non hanno etichette e non sempre i sentimenti possono essere chiamati per nome.

Dalla camera di estrema comodità ed eleganza alla piscina così esclusiva con vista sulla campagna, dalla struttura immersa nella natura ai vigneti che incorniciano gli edifici, addormentati dietro gli alti cipressi.

La cantina, l’enoteca, il Wine Club e la veranda per la colazione, un patio mattonato con giardini e aiuole rigogliosamente in fiore, tavoli in ferro battuto disposti sotto ad ampi ombrelloni bianchi.

E poi la pace, la quiete, il silenzio incontaminato di una parte di mondo che in realtà è in costante attività, è terra viva, terreno fertile e pulsante. La vegetazione silente crea sgomento generalmente, ma questa natura è così lieta e pacifica che non può che rigenerare i sensi, rianimare lo spirito e temprare il corpo.

La passeggiata nelle vie di stampo tipicamente medioevale a Siena è la conclusione di un weekend che, ad intervalli regolari e ravvicinati, consiglio a tutti di concedersi.
Piazza del Campo è sempre un tripudio di bellezza e di folla, riparata accaldata sotto la Torre del Mangia per beneficiare di una porzione d’ombra ritagliata al sole cocente.

Una scena non dissimile si svolge sul piazzale del Duomo di Siena, ricco, sfarzoso, decorato con marmi colorati, statue, guglie e merletti. Ove le torri o i campanili svettanti creano una zona più scura, e lì che gli avventori trovano riparo.

Aria di vacanza, turisti stranieri e botteghe tipiche che espongono le delizie toscane lungo la strada e catturano i nasi più sensibili entro le mura dei negozi grazie ai profumi che solo una regione così vivace, variegata e stupefacente sa offrire.

Questo non è un diario di viaggio, ma più il diario di un’emozione, il motore che innesca battiti sempre più rapidi ed incessanti nel mio cuore, fino a sentirmi quasi mancare quando il ritmo rallenta.

Torneremo, e ogni volta sarà come la prima.
Sei la meraviglia che non smette mai di stupire.

Dal sito di Dievole.it

Diario di viaggio: Budapest

Primo giorno

Il nostro soggiorno a Budapest inizia giovedì con il prendere possesso dell’appartamento in Teréz Krt, una zona che scopriremo essere molto strategica per la visita delle zone centrali di Pest e per raggiungere anche Buda.

Ormai anche i bambini sapranno che la città è divisa dal Danubio nelle aree, appunto, di Buda e di Pest. Buda è la città arroccata, la parte più antica della capitale magiara, mentre Pest è la zona in cui si anima il centro nel senso di vita, movimento, attività commerciali.
Forse in pochi sanno però che esiste, o almeno è esistita, una terza città, Obuda, ancora più antica di Buda, le cui rovine si trovano oggi nel sottosuolo e non sono state mai portate alla luce.

La prima tappa della giornata è comunque Hősök tere, Piazzale degli Eroi, grande piazza commemorativa dedicata ai capi delle 7 tribù magiare che per primi fondarono i tre centri sulle rive del Danubio nell’896 d.c.
Alle spalle della piazza, dietro al colonnato che riporta le statue di regnanti ed altri eroi ungheresi, si apre un bel parco dove si trovano le terme Szécheny, le più grandi d’Europa.

Approfittando delle temperature miti anche verso il tramonto e di quell’entusiasmo tipico di chi ha appena messo piede in una città straniera tutta da visitare, prendiamo la metro M1 direzione Vörösmarty tér, in pieno centro. Salire sulla linea 1 della metro di Budapest, o per comodità sulla linea gialla, è come prendere il treno per Hogwarts al binario 9 e 3/4. Mattoncini marroni e bianchi, binari in ferro battuto, soffitti bassi, cabine in legno: aspettare il piccolo vagone giallo che emerge dall’oscurità è ogni volta una delizia. Forse per questo è stata dichiarata patrimonio dell’Unesco.

Da Vörösmarty tér parte la celebre via dello shopping Váci utca, ed è possibile con pochi passi raggiungere le rive del Danubio dove si aprirà uno scenario spettacolare che da solo vale tutto il viaggio.
Il castello di Buda, la chiesa di S. Mattia, il Ponte delle Catene: tutto, a colpo d’occhio, illuminato e imponente sul fiume, uno spettacolo che ricorda la vista del Castello di Praga dal ponte Carlo, ma che per ampiezza e lucentezza non riesce ad essere ammirato con un solo sguardo.

Eppure in tutto questo, che già è abbastanza dirompente per essere il primo giorno, manca il pezzo forte, il gioiello che rende Budapest così preziosamente magnifica.

Secondo giorno

Metro, bus n.16 e via sul Ponte delle Catene ad inerpicarci verso la collina che conduce al fulcro di Buda, contraddistinto dal castello e dalla chiesa di S. Mattia. La seconda è la zona che decidiamo di visitare, in una mattinata ad altissimo contenuto di panorami mozzafiato e fotografie.

La chiesa è un edificio in stile neogotico che colpisce in particolar modo per tegole e guglie vivaci e colorate. Il belvedere dalla piazza non è un belvedere qualunque. Pagando un biglietto di circa 3 euro, si può accedere al camminamento murario del Bastione dei Pescatori, così chiamato perché la protezione della zona era stata anticamente affidata alla corporazione dei pescatori. Con torrette, merletti, finestre e scale, il Bastione è tra le zone più affascinanti di Buda, sia per la conformazione delle mura stesse, sia per la vista che vi si gode da un’altezza di tutto rispetto.
Pest e il suo profilo sono questa volta i protagonisti del panorama. La figura principale, comunque, rimane l’immenso Parlamento, un edificio che per quanto fotografato non smette di esercitare un incredibile fascino sui visitatori. Eretto alla fine dell’Ottocento, oggi sede dell’Assemblea Ungherese, L’Országház fu la modalità scelta in grande stile per celebrare il millenario della nascita di Budapest. Le guglie illuminate dal basso lo rendono particolarmente suggestivo di sera, sia dal lato in cui si specchia sul fiume Danubio, sia dal lato della piazza, riva di Pest.

Nella visita guidata con Orsi di White Umbrella Tours, veniamo a conoscenza di moltissimi aspetti della storia e della cultura ungherese. Passeggiando tra le vie di Pest, piazza della Libertà, la basilica di Santo Stefano, piazza Elisabetta ed infine costeggiando la seconda sinagoga più grande in Europa, apriamo gli occhi sulle triste vicende storiche che hanno coinvolto la capitale magiara. Budapest, in origine ricca e fiorente cittadina dell’impero austro ungarico, sarà dominata dai tedeschi, durante il secondo conflitto mondiale, e poi da russi, nel cosiddetto periodo del terrore durato circa 40 anni.

Una traccia della fase di occupazione tedesca è drammaticamente vivente lungo la riva del Danubio, lato Pest. 60 scarpe che ricordano il massacro degli ebrei operato dai nazisti sono state riprodotte da uno scultore contemporaneo e sono divenute monumento commemorativo di quella tremenda pagina di storia. Il silenzio di fronte ad oggetti così semplici eppure così rappresentativi, accessorio quotidiano richiamo della dignità umana (camminare a piedi scalzi è sempre stato simbolo di povertà) è un momento di riflessione importante.

Terzo Giorno

Il tempo non è dei migliori ma noi non demordiamo: d’altronde abbiamo anche organizzato una serie di attività al chiuso che sfidano la giornata piovosa.

La mattina saliamo nuovamente a Buda, questa volta in direzione castello, per ammirare un panorama un po’ diverso, non primeggiato dalla sagoma del Parlamento, ma concentrato sul Ponte delle Catene.
Sempre a Buda un tram costeggia il fiume e ci conduce fino alla zona collinare Gellert, dove si trovano le famose terme che non saranno comunque le nostre prescelte.

Tornando verso Pest ci fermiamo al mercato centrale coperto dove ci concediamo l’assaggio dello strudel, per gli ungheresi retel, e dove acquistiamo il tipico prosciutto di mangalica, una simpatica razza di suino tipica della zona, ricoperta da strati di pelliccia bianca.

Il pomeriggio è dedicato alle terme Szécheny, quelle dietro a Piazzale degli Eroi, tra le più antiche e le più grandi d’Europa. Le terme dispongono di vasche interne di diverse dimensioni e temperature, due piscine termali esterne e area sauna e bagno turco. Sono sicuramente una tappa obbligata a Budapest, godibili anche al calar del sole.

Se la sera precedente la cena tipica ungherese è stata, all’Hungarkum Bistrot, a base di langos, goulash e pörkölt, l’ultima sera non possiamo perderci i Ruin Bar, situati nella zona del quartiere ebraico che si contraddistingue come il distretto più giovane, vivace e movimentato della città. Qui si ritrova tutta la popolazione notturna ed un fulcro importante delle loro serate è senz’altro lo Szimpla Kert. Per descriverlo in parole semplici: il kitsch qui ha un senso e l’eccesso non stona.
Il pub si presenta come un labirinto di ambienti, più o meno nascosti ed accessibili, collegati da ballatoi, scale, balconcini e piccole porticine. In vari punti si trovano i banconi per ordinare per lo più da bere, birra grande a circa 3€ e vino a meno di 2€ (ma evitate di berlo se non strettamente necessario). I tavoli sono sparsi ovunque e ricavati da qualsiasi piano di appoggio: tronchi, cassapanche, mensole, pedane, vecchi elettrodomestici o cassettiere riutilizzati. Lo stesso discorso vale per le sedie o meglio, le sedute, arrangiate con quello che c’è. Arredamento senza uno stile preciso, kitch che più kitch non si può, e illuminazione psichedelica. Sembra di essere entrati in un film di Tim Burton. Eppure l’atmosfera è piacevole ed il posto è sicuramente da visitare, quantomeno per l’originalità è la capacità di arraffare oggetti e mobilio del tutto a caso, riuscendo persino ad ottenere un complessivo senso di gradevolezza.

Quarto Giorno

Il giorno della partenza, al contrario di quanto accade regolarmente, non ci invoglia a rimanere. Una pioggia costante e battente che va avanti dal giorno precedente è il commiato della città a noi visitatori stranieri.
Forse una mezza giornata in più di permanenza non sarebbe guastata, per avere 3 giorni pieni a disposizione.
Budapest è una città grande che trasuda storia e bellezza.
È stata nominata European Best Destination per il 2019, ma fino a che non la si vive di persona non si capirà mai il perché di un tale riconoscimento. Forse per me sarà tra le Best non solo per quest’anno, ma ancora molto, molto a lungo…