Maremoto.

Ti stai facendo del male, Veronica. E’ autolesionismo questo, lo sai, vero?
Quanto più ti imponi di non pensarci tanto più la tua mente si avventura in quella direzione. E non c’è nulla da fare: ritornano come pugnalate certe immagini nella tua testa, non te le togli di dosso, non le scacci via, non ci riesci. Stiamo sempre lì, allora. Torniamo sempre sul masochismo, sul lasciarsi sopraffare da ciò che ormai è passato e non ha più alcun potere, alcun valore, alcuna importanza. Eppure ti insidia i pensieri, mina la tua serenità mentale e la tua integrità morale, ti corrode, ti maledice, ti trasforma in una persona che non ti corrisponde: abietta ed indegna. Tu non sei così, tu non c’entri nulla con quell’essere immondo in cui cerca di tramutarti questa insostenibile situazione.
Reagisci, per la miseria! Datti una scossa, smuoviti e non piangerti addosso. Non andrai da nessuna parte altrimenti. Non proseguirai, non tirerai avanti né tu e né le persone che inevitabilmente trascini in questo maremoto. Quindi ammaina le vele e salpa. Salpa perché l’oceano ti aspetta. Ti aspetta e ti chiama. Ma bada bene: la sua voce non ti assicura viaggi in tutto riposo e tranquillità, non ti promette certezze e comodità, non ti invita a chiudere gli occhi e a lasciarti guidare dalle correnti.
No.
Sei tu che devi prendere il timone, tenerlo saldamente tra le mani e virarlo a seconda della direzione da prendere. Non puoi sperare che siano le onde a cullarti ed accarezzarti: dovrai essere tu a domarle. E soprattutto non potrai mai – mai e poi mai – permettere di essere risucchiata da vortici oscuri e profondi senza possibilità di venire fuori e rivedere la luce. Impegnati a non affondare, obbligati a non annegare. Rimani sempre a galla, ma non limitarti, mi raccomando, a respirare soltanto. C’è molto di più al di fuori dell’acqua. C’è dell’altro all’orizzonte, al confine tra cielo e terra. Dell’altro che va oltre la mera sopravvivenza, che supera la definizione della semplice resistenza.
Ammaina le vele e salpa.
Vai a scoprirlo.

William Turner, La Tempesta o La Tempesta Di Neve

Scrutatrice di nome e di fatto.
Appassionata di viaggi, fotografia, cibo e scrittura.
Amante del cinema, della musica e della lettura.
About me: Il mio Universo

0 risposte a “Maremoto.”

  1. A qualsiasi cosa tu ti riferisca, non farti mai cambiare dalle situazioni. A volte il cambiamento è positivo, ma quando si cambia in meglio, mai in peggio.
    Forza, e buona fortuna! 🙂

  2. Ciao Veronica, che brutta nota di amarezza!, non’è da te cara, quindi, qualsiasi cosa tu stia combattendo, vai bene cosi!, con grinta e risolutezza, non permettere a nessuno mai di manipolarti o farti del male, un bacio grande e comunque noi siamo sempre qui a sostenerti, a presto Angela

    1. Oh cara Angela, ciò contro cui combatto non è altro che me stessa, una “me” irragionevole e peccaminosa… Devo riuscire a farla allontanare da me.
      Grazie sempre di tutto, dell’appoggio, della vostra presenza.
      Un abbraccio e buona domenica.

      Scrutatrice

  3. This post is too sad. Whatever is happening within your spirit and your soul, never give in…Always look ahead, leave the storm behind. May 2013 be serene, and may your heart alwys brim with love.

    1. It is only a temporary state of mind, I know that and I am sure I will be able to fight and win against it. Some dark thoughts have to disappear from my mind… It is not so difficult, I know, it’s up to me and to my forces. But with this new begin there will be a new “me”.
      Thank you for your comment, have a nice sunday 🙂

  4. Mi piace moltissimo il tuo sito! =) E’ sempre bello vedere e leggere di persone che amano i libri e che esprimono quello che pensano nero su bianco.
    Passerò spesso di qui =)
    E se vorrai, il mio blog wordpress avrà sempre la porta aperta ^^

    Un saluto!
    Matteo

  5. Da molto tempo manco da queste pagine… la vita mi sta risucchiando letteralmente ma, seppur in ritardo, non smetterò MAI di passare.. non so cosa stia succedendo.. o se è già passato ma ti garantisco che anche le situazioni più brutte se affrontate con ottimismo sembrano più leggere. 🙂
    A presto. cara.
    L.

    1. Cariassima, non devi scusarti. La tua assenza è giustificata da motivazioni senz’altro importanti e queste pagine lo sanno benissimo. Anzi, vorrebbero anche chiederti se ci sia qualcosa di grave o si tratta di semplice routine che può, spesso, essere molto impegnativa.
      In quanto alla situazione qui, devi star tranquilla: sono momenti di debolezza che talvolta mi prendono e mi fanno sprofondare. Per fortuna ci sono persone che mi fanno risalire a vedere la luce e mi rendono la ragazza più felice su questo mondo. Sembra assurdo, lo so, che una felicità così grande possa andare a braccetto con uno stato tanto terribile, eppure capita.
      Vabbè, ma ora, da una settimanella, va già meglio. Tutto sta nel non lasciarsi corrodere dall’acido che talvolta ho in corpo.
      Grazie mille delle tue parole, sono preziose per me.
      Un abbraccio carissima.

      Scrutatrice

    1. Ahahaha avrai tempo per recuperare tranquilla 🙂
      Io ho trovato splendide tutte e due le forme d’arte: la pittura e il cinema. In quanto a Civita, per me è stata la seconda visita ma mi ha affascinata come la prima volta.
      Comunque hai ragione, cambiare credo sia nella normalità delle cose. Sono da un po’ entrata in una fase di intensa maturazione e di grandi trasformazioni, però mi ci sto adattando bene, nonostante abbia, di tanto in tanto, nostalgia dei momenti passati. Secondo me il mondo non cambia, cambia semmai il nostro modo di viverlo e vederlo.
      Grazie di essere passata, buon fine settimana!

    1. Sì, va meglio complessivamente, però attraverso sempre momenti di “calo emotivo”. Ogni tanto mi tocca scontrarmi con questi strano pensieri, ma vabbè..
      Grazie di aver commentato!
      Un saluto ed un buon fine settimana.

      Scrutatrice

        1. Ahahaha nel punto più profondo del pianeta insomma 😉
          Sì, difatti sono positiva, non voglio piangermi addosso, ma, anzi, affrontare le difficoltà con forza di volontà. È quello che ho scritto, sebbene non sia facile portare sempre a termine questi propositi.

          1. Non lo immaginavo…^^’ Eh, be’ : l’importante è avere gli attributi, poi la forma non conta; basta che resistano agli urti poi il resto sono dettagli 😉
            Però è bello che in Italia ci sia ancora varietà nel parlare: é come vivere in un grande buffet 😀

          2. Davvero! Molti termini poi sono così vicini tra loro oppure del tutto opposti che sarebbe bello poter andare in quel momento a vedere quando quel termine è venuto in uso 😀
            Con il nuovo computer ho fatto la carrellata dei film in mio pssesso nontando che in alta definizione tutti hanno preso dicisamente più luce (soprattutto Il Principe Mezzosangue e Alice in Wonderland… per non parlare de Il Discorso del re :shock:) e arrivando a The Passion sentire che l’affermazione in giapponese è uguale a quella in aramaico dà molto da pensare mentre invece da noi dire “Ahi” significa tutta un’altra cosa 😀
            Sono saltata dall’Italia al mondo ma dopotutto noi abbiamo visto passare davvero chiunque per la penisola. Anzi, la nostra lingua è così ricca magari proprio per questo motivo… (correggimi se sbaglio)

          3. No, non sbagli affatto! Le diverse varietà dell’italiano dipendono in gran parte dalle influenze lasciate dalle popolazioni che hanno dominato il nostro paese attraverso i secoli. Ecco perché le parlate del Nord sono più vicine tra di loro rispetto alle parlate del Sud che, a loro volta, presentano caratteristiche comuni. Ci sono poi stesse espressioni – o addirittura parole – che cambiano significato da regione a regione; o, ancora, modi diversi per esprimere lo stesso concetto.
            In quanto al cinema, se oggi questo non nasconde le diversità dialettali, ma anzi le valorizza, nei primi anni della sua storia diceva porsi come un elemento di coesione linguistica e diffondere un modello unitario che doveva essere compreso in tutte le parti d’Italia.

  6. Eh, sì perché la varietà è bella finché non si passa all’incomprensione 😕 Finché io non conosco un termine che usi tu e lo capisco sono d’accordo, ma quando si arriva ad un’intera frase non capita, lì le cose si complicano…

      1. Già: immaginati la scena 😯
        no è che il mio pensiero viene da lontano: un insegnate punta tantissimo sul valore dei dialetti e sul loro mantenerli sempre vivi, ma lo vedo anche molto chiuso all’idea di “piccolo mondo antico” = noi siamo brava gente, nel nostro passato non è mai accaduto niente di così grave come oggi ecc.
        Sai quei vecchi clichè… e la cosa mi delude, perché lo credevo un’altra persona e poi il dialetto piace anche a me ma non si può rimanere legati sempre al passato soprattutto se si provoca della lontananza.
        Per questo – ti faccio eco – abbiamo bisogno di una lingua nazionale o maggiormente parlata nel mondo: per capirci. 😕
        Scusa il piccolo sfogo ma la cosa mi sta molto a cuore… ^^

        1. Non immagini quanto l’argomento interessi anche me e sono infatti dell’idea che i dialetti vadano da una parte conservati come grandissimo patrimonio linguistico, ma dall’altra ridimensionati in funzione di una comunicazione efficace con gli altri. D’altronde viviamo oramai in una società globalizzata in cui la comunicazione è qualcosa di fondamentale.

          1. Esatto, e dove gli scontri ora più che mai non si possono sottovalutare, proprio basati su incomprensioni ed equivoci per lo più interni, quindi non si può dimenticare il passato ma nemmeno mettere un tappo in più ad orecchie che già tendono a rimanere chiuse di per se. 🙁 Io adoro i Legnanesi per dirtene una (che comunque non parlano in legnanese stretto), ma apprezzo tantissimo lo sforzo di De Filippo e non solo d'”imbastardire” le proprie opere in italiano con il dialetto. Altrimenti non ci si capisce… 😕

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