Diario di viaggio: un weekend a Torino

Che è comunque poco. Un solo fine settimana, intendo, di cui un giorno è inevitabilmente dedicato all’arrivo e uno alla partenza. Da tornarci sicuramente, visto che mancano all’appello alcuni siti che ci eravamo dette di visitare.

Ma vi racconto come è andata, dai.

Arriviamo nella tarda serata di venerdì e veniamo accolte dai primi accenni delle neve che avrebbe poi “buttato” (come si dice lì, no?) copiosamente durante la sera. Del freddo, non parliamo. Ma comunque sopportabile.

La mattina dopo i tetti della città coperti di neve sono particolarmente suggestivi e allietano il nostro risveglio nel quartiere Vanchiglia, a pochi minuti di cammino da Piazza Vittorio Veneto, bellissima per le sue dimensioni e il panorama alpino che la circonda. Dalla piazza saliamo sul Venaria Express in direzione Venaria Reale dove dedichiamo la mattina alla visita guidata della reggia e delle scuderie.

Sarà stato il tempo e la neve poi mista a pioggia, sarà stata la giornata non particolarmente limpida e i giardini non accessibili, ma la Venaria non ci ha fatto chissà quale impressione, a dispetto dei commenti molto positivi che ci erano giunti prima della visita.

Rientriamo in città per pranzo e, tra piedi bagnati, freddo picchiettante e pioggia a tratti comunque fastidiosa, giriamo in pieno spirito sightseeing tra le attrazioni più note del centro storico. Piazza Castello, il Palazzo Reale, Palazzo Madama, il Duomo con la Sacra Sindone e la chiesa di San Lorenzo con la sua riproduzione e alcuni volontari disponibili a fornire qualche spiegazione sul manufatto.

Alla disperata – non così tanto, dopotutto – ricerca di una cioccolateria e di un bicerin, camminiamo per le vie del centro e sotto i portici di via Garibaldi, via Roma, via Po, via Principe Amedeo e via Maria Vittoria, attraverso piazza Carignano, piazza Carlo Alberto, fino ad arrivare alla Mole, dove programmiamo di visitare il museo del cinema ospitato al suo interno.

In realtà la sosta in camera, la cena e il calore degli ambienti, uniti ad una buona dose di stanchezza e ad una nostra naturale propensione alla chiacchiera, ci impediscono di stare nei tempi e di entrare alla Mole dopo la cena. Cambiamo quindi i nostri piani e, dalla zona di Porta Nuova, ci dirigiamo verso il monte dei Cappuccini, punto panoramico dall’altra parte del Po dove godiamo di una vista spettacolare sulla città.

Le luminarie del monte e le luci urbane sono un bel colpo d’occhio e creano una globale atmosfera di calore, nonostante le rigide temperature con le quali i locali sono abituati a convivere.

Dal monte ammiriamo la Basilica di Superga, tappa cui dedicare un seconda puntata in città, e lo skyline torinese, caratterizzato anche da edifici più moderni, come il Palazzo della Regione progettato dallo studio dell’architetto Fuksas.

Domenica ci concentriamo sulla visita al Museo Egizio, il secondo al mondo per ampiezza dopo il museo sito a Il Cairo. La collezione è veramente notevole, tra manufatti perfettamente conservati e reperti di inestimabile valore e bellezza: lo visitiamo in circa 3 ore, accelerando il giro verso la fine per un ritardo nella nostra tabella di marcia, ma consiglio di dedicarci almeno 4 ore per poter apprezzare ogni sala con la giusta attenzione. Trovandoci in centro, torniamo a Piazza Castello per un simpatico giro nel mercatino natalizio, accanto al quale è stato installato un gigante calendario dell’avvento, in pieno spirito di festività. La città è vivace, ricolma di gente, la giornata è soleggiata e l’atmosfera assai piacevole.

Per raggiungere la stazione di Porta Nuova scendiamo anche in metropolitana e ci concediamo una veloce pausa nella boutique Venchi, per un dolce rifornimento lungo il viaggio di ritorno.

Scrutatrice di nome e di fatto.
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